Durante Wikimania 2012, la conferenza dei progetti della Wikimedia Foundation, si è molto parlato di gender gap.
Secondo i dati più recenti, solo il 9% degli editori sarebbe di sesso femminile: considerato che la popolazione mondiale è un 50-50 appare evidente l’esistenza di un forte sbilanciamento.
Jimmy Wales ha citato il caso dell’articolo sull’abito nuziale di Kate Middleton come esempio delle conseguenze del gender gap sull’enciclopedia: proposto per la cancellazione appena dopo la sua stesura (ma poi salvato e ora disponibile su en.wikipedia), è uno dei tanti argomenti tradizionalmente collegati alla sfera d’interesse femminile che fatica a trovare posto su Wikipedia.![]()
Da ciò emergono le due facce del gender gap: quella della partecipazione e quella dei contenuti.
Ma perché le donne non editano Wikipedia? Sue Gardner, il direttore esecutivo della Wikimedia Foundation, scriveva nel febbraio scorso un articolo sul suo blog dal titolo “nove ragioni per cui le donne non editano Wikipedia”, realizzato dalla raccolta di testimonianze di donne, wikipediane e non.
Dall’articolo emerge che la maggior parte delle motivazioni sono le stesse espresse da utenti uomini (come la difficoltà nell’utilizzo dell’interfaccia di editing, la non voglia di discutere, la mancanza di tempo), e dai discorsi fatti con altre donne durante Wikimania si capisce che del vestito di Kate Middleton non se ne faccia una questione di vita o di morte.
Più che a Kate, pensiamo ad Ada: Ada Lovelace, figlia del poeta inglese Lord Byron e creatrice di quello che si può considerare il primo programma per computer.
Una delle strade possibili per chiudere il gender gap parte da noi donne stesse: il programma di editing su Wikipedia sembra difficile? Impariamo comunque a usarlo. Ci sentiamo intimorite dalle discussioni? Stringiamo i denti e andiamo avanti. Non abbiamo tempo? Lasciamo i piatti sporchi al nostro fidanzato/marito e andiamo a editare Wikipedia.
Ada Lovelace si occupava di matematica nel 1800 e andava anche ai balli di corte: se l’ha fatto lei nel XIX secolo, possiamo farlo anche noi nel 2000.
Tinette
December 10, 2012
Cara nonnawiki poniamoci una domanda. Devono sbattersi potenziali contributrici donne per dimostrare che possono contribuire, nonostante le difficoltà? O devono sbattersi i già acquisiti contributori maschi a eliminare le difficoltà per intercettare più contributori e allargare il progetto? Risposta: dipende da quali sono le vere priorità del progetto. Far cresce il numero di contributori, secondo me, non è una priorità per la wikipedia di oggi.
Se un’azienda ha in organico troppi contabili e pochi ingegneri cosa fa? Aspetta che ingegneri motivati arrivino da soli o se li va a cercare? Se li va a cercare, è evidente. e si organizza per trovarli, motivarli e tenerseli. Analogo ragionamento si applicherebbe al binomio uomini/donne se ci fosse la convinzione che il contributo di entrambi è importante “perché diverso” e non quando “finalmente è uguale”.
La proposta “donne: datevi da fare e impegnatevi un pochino di più” è affettuosamente sessista. Soprattutto perché è presentata come “una strada possibile”, ma delle altre non c’è traccia nel tuo articolo. In pratica si prende atto che le cose stanno così, nulla si propone per cambiarle e si lascia la responsabilità dello status quo sul gruppo escluso. Un grande classico, insomma.
Con tanta stima, Tinette (contributrice dal 2005, in mezzo a mille difficoltà).