Wikipedia e Lamberto Sposini

Posted on May 3, 2011 by

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Il 29 aprile 2011 Lamberto Sposini è stato colpito da un malore e Wikipedia lo ha dato brevemente per morto. Ne hanno parlato diversi giornali, compreso il Corriere della Sera (l’articolo che ha fatto più parlare è stato un editoriale di Massimo Sideri).  Peccato che sia una non-notizia; tutti possono modificare Wikipedia: la larga maggioranza contribuisce con modifiche positive, altri invece la danneggiano. Inventarsi che una persona è morta è un vandalismo (nel gergo lo chiamiamo così) più antipatico di altri, certo, ma sempre un vandalismo, che come al solito in pochissimi minuti è stato annullato da altri utenti e via. Dov’è la notizia?

Ne approfitto per spiegare una cosetta. Scrive newnotizie:

Morto su Wikipedia. Questa la situazione di oggi, 30 aprile 2011; ma solo ieri, cliccando sulla pagina di Wikipedia di Lamberto Sposini, si poteva vedere sia la data di nascita (Foligno 17 febbraio 1952), sia quella di morte (Roma, 29 aprile 2011). Un anticipo davvero poco opportuno e per nulla scontato, che avviene non per la prima volta e che è stato in rete solo pochi minuti. Noi abbiamo fotografato la pagina da Google dove appare in bella vista da Wikipedia la notizia del decesso del giornalista.

Non c’è alcun bisogno di andare a “fotografare” pagine di Google. Su Wikipedia ci piace la trasparenza: su ogni pagina in cui andate troverete in alto diverse linguette fra cui “cronologia”. La cronologia vi permette di conoscere la storia di una pagina.

Qui per esempio trovate la cronologia della pagina su Lamberto Sposini. Negli ultimi giorni sono state fatte diverse modifiche per cui per arrivare al momento che ci interessa dovrete cliccare su “50 meno recenti” oppure su “500”. Troverete una modifica datata “15:48 29 apr 2011”, a sinistra c’è un pallino bianco: cliccateci. Adesso avrete due colonne di pallini bianchi. La modifica sopra è datata “15.49 – 29 apr 2011”. Alla sua sinistra vedrete due pallini bianchi: cliccate su quello più a destra. Questo dovrebbe essere quello che vedete:
Ora andate in su o in giù finché non trovate un bottone “Confronta le revisioni selezionate”. Se le mie istruzioni sono corrette e voi le avete seguite correttamente finirete su questa pagina qua.
C’era bisogno di Google? Forse sì, per dare un’aria più da giornalismo d’inchiesta a una cosa che invece non era nemmeno una notizia.
Posted in: rassegna stampa